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LA RIABILITAZIONE PSICOSOCIALE: LA PROGRAMMAZIONE INDIVIDUALIZZATA

Di Enrico Conti *

* Neuropsichiatra, Cooperativa Coo.S.S.E.L..


Premessa Valutazione Approccio teorico Modello Operativo


PREMESSA

Reintegrare nella società i disabili mentali, in specie quelli che hanno alle spalle una storia di lungodegenza, è certamente un percorso difficile e che richiede tempi lunghi per la sua realizzazione. La base di partenza, per il percorso di queste persone, é la riabilitazione psicosociale senza la quale ogni tentativo di restituzione alla società dei disabili psichici si concluderebbe con un sicuro insuccesso.

La Cooperativa Sociale Coo.S.S.E.L. è impegnata da dodici anni, in quattro Comunità Alloggio femminili ("A" e "B" di Via Rausei, Pellaro 3 e Sala di Mosorrofa), nella riabilitazione psicosociale delle ospiti con disabilità psichiche ed ha strutturato un percorso riabilitativo articolato su cinque punti cardine che possono essere identificati come segue:

  • Valutazione delle disabilità presentate dal singolo utente;
  • Approccio teorico sistemico-relazionale;
  • Modello operativo basato sulle tecniche dei Comportamenti Socialmente Competenti secondo Mark Spivak e Programma personalizzato.

 


VALUTAZIONE

Vediamo analiticamente come é strutturato e realizzato l'intervento sul disabile, illustrando le varie fasi del percorso di lavoro che portano prima al Programma di Riabilitazione e Risocializzazione Personalizzato ed in un secondo tempo alla restituzione, ove possibile, alla famiglia ed al territorio.

Per mettere in atto il programma di riabilitazione la Cooperativa Sociale Coo.S.S.E.L. utilizza strumenti e programmi elaborati dal proprio personale, questi strumenti e programmi sono rivisti periodicamente.

L'équipe, i coordinatori e gli operatori compilano un fascicolo personale per ogni ospite suddiviso in cartelle, schede giornaliere e di programma. Prima di iniziare qualsiasi intervento riabilitativo è compiuta, da parte dell'operatore, una valutazione del grado di disabilità della singola utente, attuata sulla scorta di quello che in campo internazionale è definito "l'assessment" che comprende l'accertamento della disabilità finalizzato alla stima ed al giudizio del deficit presentato. Applicando questa metodologia si é cercato di mantenere gli interventi riabilitativi, messi in atto dalla Cooperativa Sociale Coo.S.S.E.L., tra i due estremi con cui l'assessment è applicato. Nei fatti non si é privilegiata la visione per cui qualunque attività svolta con il disabile é riabilitante, né quella per cui solo programmi estremamente specifici e con procedure rigide e codificate danno i soli risultati ottimali. Si è cercato di non appiattirsi sulle abilità residue dell'ospite o di inquadrarla in uno schema rigido da cui non poteva sfuggire. L’intervento é stato strutturato sulle relazioni interpersonali tra utente e operatore del servizio e non su gli strumenti di misura della disabilità e sull’assoluta realizzazione del programma riabilitativo. La relazione interpersonale é divenuta, di fatto, un elemento della valutazione ed il metro su cui misurare la risposta al programma, così sì é potuto ben modulare l'intervento riabilitativo sulla persona.

La programmazione personale e la valutazione degli interventi ha richiesto la definizione d’aree specifiche desunte dalle "Disability Assessment Schedule" dell'Organizzazione Mondiale della Sanità che concedono

  • Cura di sé e benessere personale;
  • Comportamento;
  • Autonomia e relazioni;
  • Ruoli sociali;
  • Condizioni materiali d’esistenza;
  • Sostegno sociale e familiare.

 


APPROCCIO TEORICO

L'approccio teorico della riabilitazione adottato nelle Comunità Alloggio, dall'équipe pluridisciplinare e dagli operatori della Coo.S.S.E.L., segue un modello orientato in senso sistemico-relazionale per cui riabilitare vuol dire agire in eguale misura sulle relazioni, avviare distanze emotive adeguate, influire non solo sul comportamento dell'ospite ma anche su quello degli altri nei suoi confronti. L'intervento non é solo circoscritto al disabile ma riguarda tutto il suo ambiente dì vita é compenetra tutto l'iter riabilitativo. Nelle Comunità Alloggio tra vita quotidiana e riabilitazione non c'è distinzione rigida di tempi e luoghi ma una diversificazione tra gli strumenti ed i livelli d’intervento. Si arriva così a vedere in una nuova luce le dinamiche interpersonali e relazionali attraverso la relazione duale, di gruppo e comunitaria che permettono di incidere in modo significativo sulla rigidità dei ruoli e delle transazioni.

 


MODELLO OPERATIVO

Il modello operativo è basato sulle tecniche dei "Comportamenti Socialmente Competenti, questo comporta il porre l'accento sulle competenze sociali delle utenti e sulle loro relazioni. Per il Prof. Mark Spivak, elaboratore del modello, questo comporta l'analisi dell'itinerario attraverso cui l'ospite è giunta alla disabilità cronica, ponendo l'accento sulla storia dei fallimenti personali e sociali, temendo conto che questi hanno creato un progressivo allontanamento dal proprio ambiente sociale ed un drastico restringimento dell'ambiente fisico. Con la conseguenza di assumere ruoli disfunzionali che sempre più spingono all'isolamento nel proprio ambiente sociale e che culminano nell'espulsione e nell’istituzionalizzazione. Mark Spivak descrive il processo come una "Spirale Viziosa" verso il punto più basso della stabilizzazione cronica con conseguenza di desocializzazione, regressione ed autoisolamento che rispetta le aspettative di comportamento deviante di chi lo circonda. Per cui la riabilitazione deve porsi come obiettivo il far acquisire all'utente comportamenti socialmente competenti che gli permettano di agire e interagire con successo nel suo quotidiano. Partendo da questa base e tenuto conto che lo spazio dì vita di una persona é così articolato

  • Abitazione;
  • Lavoro;
  • Compagni e/o famiglia;
  • Cura personale;
  • Spazio sociale e ricreativo.

La Cooperativa Coo.S.S.E.L. ha impostato un Programma Generale di riabilitazione per poter restituire alla società i disabili mentali.

Alla base dell'itinerario riabilitativo c'è la formulazione di un Programma Personalizzato per ogni singola ospite delle Comunità Alloggio, infatti, non é possibile immaginare che la strategia riabilitativa messa in atto dalla Cooperativa possa essere uguale per tutte le ospiti, di là dell’approccio teorico e della metodologia di base che guida gli interventi questi sono compiuti in modo differenziato. Le ospiti sono divise in Gruppi Primari, di 6-8 persone, con competenze sociali dello stesso livello, in gruppi con capacità decrescenti. Le ospiti non sono assegnate casualmente ad un Gruppo Primario, non passano tutte da un Gruppo Primario all'altro come se questi fossero i gradini di una scala per risalire dall'abisso della disabilità cronica ma vengono indirizzate ai vari gruppi a secondo delle competenze dì partenza, dei progressi compiuti, delle attitudini e dei desideri personali, poiché l’utente é al centro dell'opera riabilitativa e non il contrario. Il programma riabilitativo é finalizzato al completo recupero dell'ospite in modo che questa possa essere accolta in famiglia, dove possibile, o avviata a riprendere una vita autonoma con o senza sostegno sociale.

Naturalmente tutto il lavoro riabilitativo realizzato dagli operatori della Comunità Alloggio è sottoposto a supervisione. La supervisione deve ritenersi di fondamentale importanza per tutti gli interventi attuati.

La supervisione, nella Coo.S.S.E.L., non viene intesa come l'acquisizione di tecniche specifici di trattamento, ma come una specifica educazione personale, per cui rappresenta una variabile d’importanza cruciale per il successo complessivo di tutte le strategie riabilitative. Sono, infatti, gli operatori ed il supervisore che debbono decidere quali ipotesi di lavoro devono essere attuate.

Nelle Comunità Alloggio la supervisione serve a far maturare gli operatori in modo che possano attuare la riabilitazione psico-sociale in modo indipendente e con successo, come dimostrano i risultati raggiunti.

Questi risultati sono stati raggiunti, la nostra esperienza lo dimostra inequivocabilmente, perché é stato innescato un processo che è sicuramente destinato a creare modifiche sostanziali del trend operativo nell'approccio dei servizi alla persona. Approccio che non può prescindere, lo indica l'esperienza internazionale oltre la nostra, dal presentare peculiarità irrinunciabili di autonomia, flessibilità, immediatezza operativa, efficacia organizzativa ed efficienza transazionale oltre che la capacità di cogliere di cambiamento ed adeguarsi in breve tempo.

 

Bibliografia:

AA. VV.: Atti del convegno “La riabilitazione psichiatrica tra realtà e aspettative: linee d’intervento”, Edizioni Coo.S.S.E.L. Reggio Calabria, 1991.

AA. VV.: Atti del Convegno “Gli itinerari della riabilitazione psichiatrica: dalla lungodegenza alla nuova cittadinanza”, Edizioni Coo.S.S.E.L. Reggio Calabria, 1992.

Siani R., Siciliani O. e Burti L.: “Strategie di psicoterapia e riabilitazione”, Feltrinelli Editore Milano, 1990.

Spivak M.: “Atti dei seminari sulla riabilitazione psicosociale”, Edizioni Coo.S.S.E.L. Reggio Calabria, 1993-1995.

Spivak M.: “Introduzione alla riabilitazione sociale: teoria, tecnologia e metodi di intervento”, in “Rivista Sperimentale di Freniatria”, 111, 1977, pag. 522-574.

Spivak M.: “A conceptual framework for the structuring of the living of psychiatric patients in the community”, in “Community Mental Health Journal”, 10, 1974, pp. 345-350.

Spivak M.:  “Towards a systematisation of social competency approach to rehabilitation: theory and definitions”, in “The Israel Annals of Psychiatry and Related Disciplines”, 15, 1977, pp. 289-299.

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