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sfondino

"Creatività e solitudine"

Di Giovanni Curcio * ed Enrico Conti **

Comunicazione al Convegno "Festa della Creatività"

25, 26 e 27 Settembre 2002

Melfi (Italia)

* Psicologo, Supervisore della Cooperativa Coo.S.S.E.L.

** Neuropsichiatra, Cooperativa Coo.S.S.E.L..


 

Se fossimo in grado di individuare i fattori socio-culturali favorevoli, oltre a quelli inibitori, forse potremmo suggerire quei cambiamenti che potrebbero promuovere la creatività ed innescare un processo che agisca sull’individuo (Arieti). Una società giusta basata sulle leggi giuste certamente faciliterebbe e sosterrebbe un ambiente che favorisca la creatività. D’altra parte, è inoltre possibile che una società non possa sostenere spontaneamente le circostanze sociali, culturali e pratiche che favoriscono lo sviluppo della creatività. Di conseguenza, i processi sociali, intellettuali, emozionali e culturali hanno bisogno occasionalmente di una mano per raggiungere obiettivi importanti. Gray (1966) sostiene che la creatività non può svilupparsi senza supporto dalla società. Sarebbe difficile da immaginare, dice Arieti, che la gente scriva sinfonie o poesie a fronte di gravi pericoli, carestie o pestilenze.

La vicenda dell’ex-Ospedale Psichiatrico di Reggio Calabria, chiuso nel 1990, ha messo in evidenza quanto di "non creativo" può essere sostenuto a lungo da una società incapace di produrre volontariamente dei cambiamenti. Tuttavia, da quella chiusura, da quella solitudine profonda e lacerante personificato nell’ex-Ospedale Psichiatrico, è nata una disponibilità di mezzi culturali atta a sollevare.

In questo contesto è inserita la Cooperativa Sociale Coo.S.S.E.L., fondata molti anni prima della chiusura nel 1985, con gli sforzi di un gruppo dei professionisti che credono saldamente nel rapporto fra una coltura creativogenica e la persona che diventa creativa. Come operatori della cooperativa crediamo in un rapporto di reciproco feedback, dove la cultura e l’individuo sono coinvolti in un meccanismo circolare e dinamico a sostegno della creatività del singolo individuo, dove l’ambiente o il sistema lo incoraggi e nutra un processo di scambio continuo e complessivo di crescita.

Reintegrare nella società persone che hanno alle spalle una storia di lungodegenza, è certamente un percorso difficile e che richiede tempi lunghi per la sua realizzazione. La base di partenza, per il percorso di queste persone, a nostro parere, è la riabilitazione psicosociale senza la quale ogni tentativo di sollecitare o stimolare un processo di creatività sicuramente si concluderebbe con un insuccesso.

Per sostenere questo progetto la Cooperativa Sociale Coo.S.S.E.L. ha realizzato vari interventi sociali, ha raggiunto molti obiettivi attraverso la progettazione e la gestione di servizi innovativi diretti alle fasce deboli di utenza sociale, che nel nostro territorio sono connotate da peculiarità di espressione tipicamente meridionale.

L’approccio teorico della riabilitazione segue un modello orientato in senso sistemico-relazionale, per cui il potenziale creativo di ogni singolo individuo è sollecitato attraverso un agire in eguale misura sulle relazioni, avviare distanze emotive adeguate, influire non solo sul comportamento dell’utente ma anche su quello degli altri nei suoi confronti. L’intervento non è solo circoscritto all’utente ma riguarda tutto il suo ambiente di vita è compenetra tutto l’iter riabilitativo. Ci si arriva così a vedere in una nuova luce le dinamiche interpersonali e relazionali attraverso la relazione duale, di gruppo e comunitaria che permettono di incidere in modo significativo sulla rigidità dei ruoli e delle transazioni.

In questo modo, al nostro parere, si crea certamente un ambiente favorevole alla creatività, in cui essere contenti e felici del proprio ambiente e soprattutto di se stesso, tenderebbe a sollecitare lo spirito umano e incoraggiare un senso di sicurezza nella ricerca dell’inventiva e della massima espressione personale, sociale ed emotiva.

Durante queste ultimi anni, stimolata da una forte necessità di scoprire nuove forme emozionali della comunicazione che possono il lavoro clinico e terapeutico, la Cooperativa Coo.S.S.E.L. più frequentemente sta utilizzando le attività espressive (mostre di pittura e fotografia, recite musicali e teatrali, ecc.) nell’ambito del programma di riabilitazione psicosociale. Siamo obbligati, tuttavia, a chiarire che tali attività sono utilizzate fondamentalmente come strumenti tramite cui passano la partecipazione emozionale e relazionale dei pazienti e per cui, ciò nonostante, gli obiettivi definiti e specifici di riabilitazione sono determinanti per migliorare i pazienti globalmente nella loro ascesa verso lo sviluppo sociale, emozionale e personale.

 

Bibliografia:

Arieti S.: "The loss of reality", Psychoanalytic and the Psychoanalytic Review, 48: 3-24, 1961.

Arieti S.: "Creativity and its Cultivation: Relation to Psychopathology and Mental Health", In Arieti Silvano American Handbook of Psychiatry, Vol. 3, pp. 722-724,  Basic Books, New York, 1966.

Gray C. E.: "A Measurement of Creativity" in Western Civilization, American Anthropologist, 68, 1384-1417, 1966.

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